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Contabilizzazione del calore

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view post Posted on 1/11/2010, 00:32 Quote

Interessato

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Siccome per la nostra futura bifamiliare vorremmo mettere una caldaia sola ma dividere e contabilizzarne l'utilizzo sui due diversi impianti vorrei avere qualche suggerimento su qualche apparecchio da mettere ma senza spendere un capitale

Credo che il minimo che si possa mettere è "segnarsi le ore di funzionamento indicate dal termostato presente in casa", ma magari c'è qualcosa di meno rozzo ma non dispendiosissimo

Infatti ci è stato proposto un sistema di contabilizzazione sofisticato che costa un occhio della testa, ma che forse ha senso in un condominio...
 
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emender
view post Posted on 1/11/2010, 13:00 Quote




Un sistema base potrebbe essere quello di mettere dei contatori compatti tipo questo
http://www.caleffi.it/caleffi/it_IT/Site/P...e.jsp/index.sdo
ce ne sono simili anche di altre marche, costano l'uno circa 400 euro di listino, unico limite la portata max da verificare

Uno per ogni unità abitativa, più uno da mettere sul circuito al bollitore per contare il calore utilizzato per fare l'ACS.
Infine, due contalitri per contare i litri d'acqua calda prelevati da ciascuno

Poi le letture, i calcoli e le suddivisioni vanno fatte in proprio, ma con evidenza di quanto calore si è consumato non dovrebbe essere complicato.

Lascia perdere la soluzione contaore.

IMHO, ciao
 
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sono-qui
view post Posted on 1/11/2010, 14:43 Quote




La potenza termica fornita mediante il fluido termovettore ad un impianto, che possiamo immaginare collegato con solo due condotti (andata e ritorno), è data da Q=m'*Cp*DT
Dove Q è la potenza termica fornita, Cp è il calore specifico del fluido termovettore, m' è la portata in massa (istantanea) di fluido termovettore e DT è la differenza di temperatura tra il fluido nel condotto di ingresso e quello nel condotto di uscita.
Dalla potenza si può risalire, con un sistema di misura che abbia una memoria delle misure precedenti, a quanta energia è stata fornita allì'impianto in un dato intervallo di tempo.

Quindi di base come misure occorrono una di portata in massa e due di temperatura.
Per quanto riguarda l'elaborazione dovrebbe essere previsto un sistema che calcoli la quantità di energia fornita ad intervalli di tempo brevi e quindi sommi queste quantità su intervalli di tempo più ampi (quindi le quantità realtive ad intervalli più brevi devono essere memorizzate).

C'è poi la questione delle incertezze di misura e la precisione desiderata.


Per quanto riguarda il sensore che è stato riportato nel link, quello con turbina come sensore di portata, penso che possa dare problemi negli anni, soprattutto se nell'acqua sono presenti residui o sostanze che ostruiscano i passaggi alla turbinetta o facciano si che l'attrito che questa ha sui supporti venga alterato.
Opterei per un sistema più semplice e affidabile di misura della portata, come quello a perdita di carico concentrata (in cui viene misurata la differenza di pressione).
 
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view post Posted on 1/11/2010, 23:07 Quote

Interessato

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Il Caleffi l'avevo visto ieri sera girando in rete e non avevo capito se poteva fare al caso mio o meno.
Essendoci due tubi di impianto che escono (a un certo punto) dalla caldaia per andare a servire i 2 appartamenti sia come ACS e come riscaldamento non ne bastano solo 2 ?


"Sono qui", secondo la tua soluzione invece non ho capito cosa bisognerebbe montare ?
Hai qualche aggeggio d'esempio ?
Scusami ma io se mi parli di "perdita di carico concentrata" non capisco nulla...non sono un tecnico
 
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sono-qui
view post Posted on 2/11/2010, 13:29 Quote




Avevo in mente una cosa tipo quel "misuratore" di portata presente nelle caldaie, che di fatto è un interruttore.
Probabilmente utilizzarlo come misuratore vero e proprio non conviene per il fatto che è necessario un trasduttore di pressione differenziale e il segnale di pressione non è proporzionale alla portata.
Sicuramente già in commercio esistono dei modelli che sono ottimali per quanto riguarda i costi. Se pensi che nel tuo impianto non ci siano tanti residui che possano occludere i condotti molto stretti che portano alla turbinetta o danneggiarla o influire sulla sua rotazione, ti consiglio di confrontare i costi e decidere in base a questi.

Per quanto riguarda l'impianto di riscaldamento irisulta facile installare un contatore di calore su ogni appartamento, mettendo il secondo sensore di temperatura sulla mandata o viceversa, in base a come è impostato il misuratore.
Mentre per la misura della produzione di acqua calda sanitaria dovresti misurare la temperatura dell'acqua fredda e quella della calda e la portata, per cui un sensore lo dovresti comunque mettere a monte della caldaia se vuoi misurare l'energia fornita (quella che ha l'acqua calda uscente dal rubinetto).
Tieni presente che in questa maniera non conteggerai, a voler essere precisi, tutta l'energia che è necessaria per avere l'acqua calda al rubinetto generandola alla caldaia, non ti risulteranno le dispersioni nelle tubature.
Direi che, visto che quello della ACS è un circuito aperto, sia sufficiente misurare la portata di acqua, ammesso che la temperatura di mandata impostata nella caldaia sia uguale per tutti e che non venga modificata volutamente.
La spesa totale sulla caldaia, escludendo le spese per il riscaldamento, verrà quindi suddivisa in base alle quantità di acqua misurate.
 
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emender
view post Posted on 2/11/2010, 13:31 Quote




Se hai un impianto centralizzato con anche produzione di ACS in teoria dovresti avere 4 tubi che vanno e vengono dagli appartamenti, due mandate e due ritorni, + altri due tubi, mandata e ritorno, che vanno e vengono dal bollitore.
Quindi servono 3 contacalore: con i primi due misuri il calore utilizzato per il riscaldamento dei due appartamenti, con il terzo misuri quanto calore è stato utilizzato per produrre ACS.

Il contatore che ho linkato è, come premesso, una soluzione economica.
E infatti ha i suoi svantaggi: ad esempio non ha alimentazione elettrica, funziona a batterie (circa 10 anni) e le stesse non sono sostituibili, devi cambiare tutto il corpo contatore.
In questo caso l'usura della turbina diventa un dettaglio. Comunque un filtro a Y di protezione è riportato su qualunque schema di installazione.

Credo che sono-qui si riferisca all'effetto venturi, ma non conosco contacalore che lavorano con quel principio.. anzi, sono-qui, se puoi postare qualche esempio..
 
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view post Posted on 2/11/2010, 17:04 Quote

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Mi sembra un po una stupidata fare un arnese a batterie non sostituibili...

però pare lo facciano diversi...ne ho trovato un altro, tale Viterra Sensonic II sempre con batteria incorporata (non dice però se si può cambiare)

Invece dello Zenner Zelsius mi piaceva quando dice "tutte le situazioni che richiedano un contatore poco costoso"...ma poi dice che la batteria dura 5anni+1 (perchè in Germania il sigillo di taratura deve durare 5 anni e poi non sono legalmente più validi !...ma chissenefrega...)
Cavoli su ebay lo vendono a 130€ !!

Basterebbe che si possa aprire...rimettere una batteria al litio non dovrebbe essere un grosso problema.

______

Invece stavo riflettendo, se ho 4 tubi d'uscita, anche per l'ACS ne devo installare 1 ciascuno. o no ?
 
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view post Posted on 2/11/2010, 18:46 Quote
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Tutto si può aprire ;) basta solo insistere.. eheheh ;)

Il nick è FRINGUI

Pannelli 56 tubi U-pipe Apertura 8,84 m2 Orient./Inclin.: SUD-SUD/EST / 60°
Caldaia Condensazione 24 kW Termostufa Legna: 13,8 kW (3kW ambiente 10,8kW Acqua)
Puffer 750 L 3 serpentine
Riscaldamento: pannelli radianti 130 m2 + Scalda-salviette
Località: Cannobio - Prov. VB - Gradi Giorno 2.583 - Zona Climatica E
 
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sono-qui
view post Posted on 2/11/2010, 20:20 Quote




E anche se il sigillo si rompe si può sempre replicare.

In commercio non ne vedo di misuratori di portata effetto venturi, si vede che non sono convenienti dal punto di vista economico.

@emender: ti riferisci ad un sistema in cui è presente una caldaia, che scambia calore con un accumulo termico (con le sue dispersioni), che scambia calore con il circuito del fluido termovettore (con le sue dispersioni, doppie rispetto ad un singolo tubo), che a sua volta scambia calore con l'acqua fredda per produrre ACS?
In quanto a valori della temperatura dell'acqua nell'accumulo, in base all'efficienza termica degli scambiatori utilizzati, non so quanto sia conveniente dal punto di vista delle dispersioni termiche.
Inoltre ogni volta che si richiede acqua calda sanitaria si riempiono ben due condotti che vanno all'accumulo di acqua calda che, una volta finito l'utilizzo rimane nei tubi a raffreddarsi. Così ad occhio direi che mediamente l'acqua calda la utilizzo a intervalli di tempo di circa 8 ore, la mattina e la sera per lavare i piatti e lavarmi, forse tra i 30 o i 40 litri a volta.
 
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emender
view post Posted on 2/11/2010, 21:10 Quote




mi riferivo ad un sistema in cui esiste una caldaia, a cui viene affiancato un bollitore che contiene ACS. Se i due sono installati uno a fianco all'altro le dispersioni sono veramente trascurabili.
Il bollitore disperde anch'esso, senz'altro, ma lo integrerei con un semplice ed economico solare termico, cosi' che la caldaia intervenga solo quando il solare non ce la fa.
comunque dipende dalla situazione.. se parli di una persona sola allora tutto questo non ha senso, se invece consideri una famiglia di 4/5 persone io non conosco altre soluzioni che siano altrettanto equilibrate come comfort, economicità ed efficienza.


@casty64
per l'ACS intendevo due contalitri come i 7940 Caleffi
 
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9 replies since 1/11/2010, 00:32
 
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